Letture di Febbraio

Febbraio è stato il mese in cui ho ripreso a leggere assiduamente dopo un inizio anno turbolento e senza tempo, né voglia di leggere. Pensate, a Febbraio ho letto ben 5 libri! Vediamoli nel dettaglio.

Amore liquido di Zygmund Bauman

Febbraio si sa, è il mese dell’amore per eccellenza, e allora quale miglior momento per leggere questo classico? Devo ammettere che è risultata una lettura molto diversa da come mi aspettavo: sì, si parla di affetti e di relazioni, ma soprattutto di come il capitalismo abbia distrutto le nostre vite in ogni aspetto, compreso quello sentimentale. Per Bauman, nella nostra società decidere di avere un figlio è un puro atto di egoismo e la fragilità delle relazioni è dovuto al nostro desiderio di una vita a complicanza zero. Qualcosa si è rotto? Come ci ha insegnato il capitalismo, perché ripararlo se lo si può ricomprare nuovo di zecca? E le scorie che si producono? Mah, che vuoi che sia. Stessa cosa accade con le relazioni: meglio iniziarne di nuove, piuttosto che risanare vecchi torti. Attualissimo l’ultimo capitolo, “Aggregazione smantellata”, sul crescente sentimento di razzismo in risposta ai fenomeni migratori che caratterizzano il nostro tempo. Se cercate un libro che vi dia soluzioni su come gestire la socialità nell’epoca liquido-moderna, questo non fa per voi, ma se cercate una brillante analisi sociologica, eccovela servita. 8/10

La tregua di Primo Levi

Ogni libro di Primo Levi è uno schiaffo in pieno volto. La tregua narra l’esperienza del ritorno dopo la liberazione di Auschwitz del 27 gennaio 1945. Ma ritorno a cosa, a chi? Ricordo che questo disagio del ritorno mi stupì anche in Liliana Segre: quando torni, non sei più lo stesso. Chi ti sta intorno prova a riportarti alla normalità, ma come si fa dopo che si è visto ciò che si è visto, quando si è vissuto ciò che si è vissuto? Si pensa che, una volta liberati i campi, la vita degli ex detenuti riprenda normalmente, ma così non fu: ci vollero mesi di viaggio prima di raggiungere le proprie case, e nei mesi che trascorsero, Levi fece tantissimi incontri; altri italiani, russi, romeni… E tutta questa commedia umana viene descritta elegantemente dalla penna di questo chimico-scrittore straordinario. Mi son sentita dire: guarda che è uguale a Se questo è un uomo. Non è affatto vero. Compratelo, leggetelo, e riflettete sull’esperienza dell’attesa e del viaggio verso una meta tanto agognata. Ma quali sono i veri sentimenti di uomo demolito quando la meta è ormai vicina? 9/10

Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli

Un romanzo che si legge tutto in un fiato. Missiroli ti attacca alla sua scrittura e tu vorresti che attraverso il suo personaggio, Libero, non smettesse mai di parlarti di film, di libri… Libero è l’uomo che ogni donna un po’ radical chic vorrebbe frequentare, se solo non sapesse che va a prostitute nigeriane in quanto ha il fetish della pelle nera. Ecco, questo per me è stato uno scivolone, ma per me, per il mio bigottismo calabro malcelato. Non che io abbia niente contro tali preferenze; mi spiego: è che questo romanzo mi è piaciuto sì, ma certe volte cade nel romanzetto porno di bassa lega. Insomma, capace di grandi slanci questo Missiroli, ma sicuramente non è Anais Nin. Forse è più un Henry Miller, ma più sentimentale e meno modernista. Detto così potrebbe sembrare che io abbia odiato il romanzo; certo, non ho amato la provincialità del finale e l’andare a nigeriane, però l’ho letto con piacere. Promosso. 6/10

Destino coatto di Goliarda Sapienza

Ah, Goliarda, Goliarda. Una delle mie scrittrice preferite, ma tanto sconosciute. Mi sono innamorata di lei quando ho letto L’arte della gioia; continuo ad innamorarmene ogni volta che leggo qualcosa di suo. Goliarda ha un talento nel descrivere le miserie umane; cosa a cui non siamo più abituati nell’era dei social dove tutto sbrilluccica. Peccato, che nel buio delle nostre stanze, con le facce illuminate dalla luce blu dei nostri smartphone, non siamo poi molto meglio dei personaggi di questa raccolta. Siamo soli, invecchiamo, trasudiamo disillusione. Certo, spero che non viviate il profondo sconforto psicologico vissuto dalla maggior parte dei personaggi di questi bozzetti dell’umano, ma leggere queste tragedie ricorda quanto sia umano soffrire, quanto sia umano il dolore. Altro che “be positive and shine”. In queste centotrenta pagine trovate un concentrato di follia, delusione, morbosità, malattia, grottesco e depressione. Il tutto scritto in uno stile sperimentale che poteva passare inosservato solo in Italia. 7/10

Novecento di Alessandro Baricco

Mah. Solo un grande mah. Per fortuna è breve. Ovviamente è scritto bene; è un monologo quindi forse alla lettura non esprime il suo massimo potenziale, ma non mi ha lasciato molto. Inizia bene, ma dov’è il senso? Cosa vuoi dirci Baricco? Vuoi emozionarci, vuoi farci provare qualcosa? Beh, con me non ha funzionato. 5/10

4 pensieri riguardo “Letture di Febbraio

  1. Post davvero molto interessante 😍 all’università ci hanno consigliato quello di Bauman, credo proprio che appena si potrà andrò in biblioteca a prenderlo!

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