Codex Seraphinianus

Codex Seraphinianus, Abbeville Press 1983

Il Codex Seraphinianus, scritto da Luigi Serafini (artista, architetto e designer romano) è un’enciclopedia, scritta però in una grafia indecifrabile e con illustrazioni fantasiose ed estremamente astratte.
Il codex è diviso per settori tematici (nell’ordine):
1. BOTANICA

2. ZOOLOGIA

3. SETTORE DEDICATO A STRANE CREATURE BIPEDI


4. CHIMICA, FISICA E BIOLOGIA



5. MECCANICA APPLICATA

6. ANTROPOLOGIA
7. STORIA
8. GRAFEMATICA
9. GASTRONOMIA, MODA E COSTUME
10. GIOCHI E SPORT


11. ARCHITETTURA

Il codice, “scritto” e illustrato tra il 1976 e il 1978, fu pubblicato nel 1981 da Franco Maria Ricci, dopo che molti editori si rifiutarono di pubblicare un’opera così bizzarra.
La scrittura non ha nessun significato. Luigi Serafini utilizza questa strana grafia per ricreare nel lettore un effetto di “analfabetizzazione”: il lettore, sfogliando l’opera, si ritrova nella condizione di bambino, ancora incapace di leggere e di scrivere, che, basandosi sul solo elemento visivo, cerca di intuire il significato delle pagine che ha di fronte. 
Un mondo assolutamente fantastico, non da leggere, ma da “sentire” e interpretare in maniera del tutto libera e irrazionale.
L’opera è ormai un cult per gli artisti di tutto il mondo e tra i suoi maggiori estimatori ricordiamo Tim Burton, Umberto Eco e Italo Calvino. Lo stesso Calvino scrisse l’introduzione all’edizione del 1993, definendo l’enciclopedia di Serafini “teratologica” e confro
ntando il mondo di Serafini con il mondo delle Metamorfosi ovidiane (poema particolarmente amato da Calvino); metamorfosi il cui simbolo principale è la coppia che, durante l’amplesso, si trasforma in un gigantesco rettile. Un’opera particolare e aperta, ovviamente quasi dimenticata in Italia, ma si sa: “nemo propheta in patria”.
Come qualunque opera originale e fuori dagli schemi, il Codex Seraphinianus ha attratto l’attenzione dei complottisti ed è stato definito il codice degli ILLUMINATI. Strano che Adam Kadmon non ne abbia ancora parlato, non trovate?

12 pensieri riguardo “Codex Seraphinianus

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